Stereotipi maschili nei media

Metafore, stereotipi, tabù e cliché sugli uomini ed il loro ruolo nella società. Il corso esamina sotto diversi punti di vista l'immagine del maschile, dalla Grecia antica all'Unione europea di oggi passando per la Rete e i social.

- Di che cosa tratta il corso?

Misoginia e sessismo sono questioni culturali, riguardano tutti/e, ed i maschi in particolare. C’è una cultura dell’impunità che sottende e sostiene la violenza fisica e verbale che investe le donne in questo pianeta. Lo ha spiegato bene Alexandra Ocasio-Cortez la deputata americana che, nel discorso tenuto davanti al congresso USA, rispondendo al tentativo di silenziare come irrilevanti gli insulti del collega Ted Yoho ha dichiarato: “Si può essere uomini potenti e aggredire le donne. Avere figlie e aggredire le donne, senza rimorso. Avere una moglie e aggredire le donne. Farsi delle foto e proiettare l’immagine di uomo di famiglia, e aggredire le donne, senza rimorso, e con un senso di impunità. Succede ogni giorno in questo Paese”.

Per questi motivi la battaglia contro gli stereotipi di Giulia Giornaliste propone una nuova tappa che ha per focus proprio la cultura maschile ed i suoi stereotipi perché, come sostiene Edoardo Albinati: “Non venire a patti con la propria fragilità, il proprio sentimentalismo, il proprio desiderio di tenerezza, quando viene rinnegato, rifiutato o mascherato può trasformarsi in aggressività. Pur di recuperare i punti perduti di un ideale maschilismo ci si inietta dosi di aggressività che portano alcuni a commettere crimini. Dunque nascere maschi è una malattia incurabile finché non ci si vaccini con la contaminazione col proprio femminile, un’accettazione dei propri limiti, la fine del modello maschile identificato con l’idea di forza”.

- I moduli didattici

Il corso è composto da 10 moduli didattici (lezioni video).
Ogni modulo didattico è prerequisito del successivo.
Per ogni lezione è stato fissato un tempo minimo di visione, trascorso il quale si potrà accedere al video successivo.

GLI ARGOMENTI TRATTATI

Modulo 1
– Introduzione al corso
Modulo 2
– La fatica di restare all’altezza dei propri stereotipi
Modulo 3
– Metafore e stereotipi
Modulo 4
– 50 sfumature di blu, uomini e stereotipi tra la Grecia antica e i giorni nostri
Modulo 5
– “E ucciso da una donna!”… ma non è (solo) Tosca: punizioni ‘muliebri’ da Omero alla tragedia greca
Modulo 6
– Stereotipi maschili in Europa
Modulo 7
– Beta is the new Alpha. Le nuove mascolinità in rete
Modulo 8
– Stereotipi maschili dalla sostanza alla forma
Modulo 9
– Genere maschile: singolare
Modulo 10
– Fluidità di genere e moda genderless

- Chat e risorse esterne

Il percorso di apprendimento è arricchito da alcuni Pdf presenti e scaricabili nella sezione “Documenti”. Inoltre, nella sezione “Collegamenti”, sono stati inseriti dei link esterni per approfondire alcuni degli argomenti trattati durante le video lezioni.
Infine, per scambiarsi opinioni e informazioni sul corso gli utenti potranno dialogare tra loro attraverso la “Chat” interna.

- Test

Il corso si conclude con il superamento di 9 test, contenenti ognuno 10 domande inerenti gli argomenti trattati nelle video lezioni.
Per superare il test (con numero di tentativi illimitati) sarà necessario rispondere correttamente all’80% delle 90 domande.

- Il corso dà diritto a 10 crediti deontologici

Al termine del corso, verrà generato automaticamente l’attestato di frequenza dell’Associazione stampa sarda. La segreteria invierà invece alla piattaforma Sigef i nominativi dei giornalisti che hanno completato con successo il percorso di apprendimento, affinché i crediti siano attribuiti il prima possibile.

Il corso “Stereotipi maschili nei media” è in via di accreditamento da parte del CNOG.

La formazione professionale continua dei giornalisti (FPC) è un obbligo di legge per tutti gli iscritti all’Albo (elenco Professionisti ed elenco Pubblicisti).
Per quanto riguarda l’inosservanza dell’obbligo formativo, il nuovo art. 11 del Regolamento per la formazione continua obbligatoria dei giornalisti non prevede “proroghe” al termine del triennio. Si prevede pertanto che a conclusione del triennio formativo il  Consiglio regionale dell’Ordine, sulla base di quanto evidenziato dalla piattaforma informatica che gestisce la FPC, verifica il numero e la tipologia dei crediti maturati. Qualora, a seguito dell’istruttoria compiuta, il Consiglio regionale dell’Ordine accerti l’inadempimento, ne dà segnalazione al Consiglio di disciplina territoriale.

Docenti

Marina Cosi, vicepresidente Giulia Giornaliste

Elisabetta Gola, Prorettrice Università degli Studi di Cagliari, docente di Filosofia e Teoria dei Linguaggi

Morena Deriu, grecista, Università degli Studi di Cagliari

Valeria Melis, grecista e filologa classica, Università degli Studi di Cagliari / Università Ca’ Foscari Venezia

Claudia Onnis, Formez, esperta in ordinamenti europei e legislazione di genere

Manolo Farci, ricercatore, Sociologia dei processi culturali e comunicativi, Università di Urbino

Simonetta Selloni, vicecoordinatrice Giulia Giornaliste Nord Sardegna, vicepresidente Assostampa

Daniela Zedda, fotografa, giornalista

Partecipano anche:

Susi Ronchi, fondatrice Giulia Giornaliste Sardegna

Francesco Birocchi, presidente Odg Sardegna

Celestino Tabasso, presidente dell’Associazione stampa sarda

Antonella A.G. Loi, direttivo Assostampa sarda, Giulia Giornaliste