La formazione a distanza (sociale)

Non è un caso che proprio il mondo della formazione, quello in cui si vive per tante ore più a contatto, sia riuscito per primo a superare il distanziamento sociale imposto dal Covid. Ecco perché è nata giornalistionline.org: la formazione a distanza gratuita per gli iscritti all'Assostampa sarda.

Il giornalista e la formazione continua

Per la legge il giornalista, come qualsiasi professionista iscritto ad un albo, deve obbligatoriamente formarsi in continuazione e per tutta la sua vita professionale.
Dopo le iniziali critiche, i giornalisti si sono finalmente accorti, ormai travolti dagli eventi epocali che la società dell’informazione sta attraversando, come, nella nostra professione, la formazione continua non rappresenti solamente una formalità di legge, ma una assoluta necessità per continuare ad esercitare il proprio mestiere.
Anche perché le nuove tecnologie non solo stanno trasformando il modo di fare giornalismo, ma hanno per sempre cambiato il fruitore delle notizie, che non è più un semplice lettore ma una collettività sociale (e social) che cerca nel professionista iscritto all’Odg una preparazione, anche tecnologica, lungi oggi dall’essere comune nel mestiere.

Non c’è ovviamente da biasimare l’intera categoria: non esiste forse un mestiere che è cambiato in questi anni quanto quello del giornalista.
I colleghi che hanno solo qualche capello bianco nel giro di qualche decennio sono passati infatti da battere il pezzo dalla macchina da scrivere meccanica (con due indici), a pigiare gli articoli (con i due pollici opponibili) su un rettangolo di vetro connesso ad una rete mondiale di calcolatori elettronici.
E se giornalismo è oggi una professione complessa che deve unire i fondamentali del racconto e dell’interpretazione della realtà con le nuove tecniche della comunicazione di massa, è comprensibile come la formazione continua abbia una domanda immensamente maggiore rispetto all’offerta.

I giornalisti oggi chiedono di essere formati per superare il gap tecnologico che li separa spesso dal loro lettore e che sovente causa loro l’impossibilità di garantirsi la necessaria privacy e indipendenza lavorativa (si pensi alla tutela informatica delle fonti, alla conservazione dei propri dati in archivi informatici in maniera sicura, ecc.). Raramente l’offerta formativa è al passo con le richieste e le esigenze della categoria. E così la formazione continua da una “fastidiosa incombenza” giorno dopo giorno si sta trasformando in una esigenza essenziale per un professionista dell’informazione che “in redazione” sta diventando sempre più una rarità, e che per “mettersi in proprio” (o in nuove “smart” realtà editoriali) ha un bisogno urgente di acquisire ed aumentare il suo know how in molti campi.

Lo status quo ante Covid

Le problematiche della formazione impattano poi inevitabilmente con le difficoltà che la categoria dei giornalisti incontra nelle sue “declinazioni” regionali.
E anche in Sardegna la formazione continua non può che scontare i problemi “endemici” della regione.
L’assenza di una rete di collegamento stradale e ferroviaria degna di questo nome che colleghi il Nord con il Sud dell’Isola e che di fatto abbandona il Centro a se stesso, non fa che esasperare le criticità di una formazione continua che spesso si trasforma in lunghi e scomodi viaggi, e alla fine del “triennio” si tramuta in una corsa alla ricerca di “crediti” per non finire “nell’illecito disciplinare”.

La penalizzazione geografica ha un peso notevole (anche economico) per il giornalista sardo, soprattutto se “precario”, anche per il fatto che le offerte formative più importanti e frequenti si trovano (per motivi comprensibili) nei centri più grandi della Sardegna (e quindi soprattutto a Cagliari).
Ma questo problema sarebbe solamente secondario per i giornalisti sardi se la formazione continua non si scontrasse con un più grave ostacolo, anche come “percepito”: la disoccupazione e la precarietà.
La crisi economica, editoriale e professionale fa sì che in Sardegna pesi sulla categoria non solo un digital divide nel senso proprio del termine, ma un più inquietante educational divide tra chi ha una busta paga e chi non la ha, tra chi ha una entrata fissa e chi lavora “a cottimo” o per una “mancetta”. Tra chi fa il giornalista e chi, per una congiunzione cosmica sfortunata, lo è solamente. Ma tutti e due devono formarsi, per sempre, in continuazione. Pena “l’illecito disciplinare” di Damocle.

Questi, in estrema sintesi, erano i problemi reali della formazione continua dei giornalisti sardi. Perché oltre a tutte queste difficoltà già difficilmente risolvibili, ci mancava anche il SARS-CoV-2, (il Covid, per gli amici), a mettere una pietra tombale (un bel dolmen) sulla formazione continua dei giornalisti nella nostra regione.

Crisi Covid: la formazione continua ad essere ancora più distante

La pandemia dovuta al SARS-CoV-2 ha praticamente congelato la formazione continua dei giornalisti (con i suoi problemi), lasciando la categoria nel limbo dell’incertezza, non solo dal lato della fruizione, ma anche da quello organizzativo.
Il mondo “in presenza” si è fermato e così l’offerta formativa “classica”. Tranne qualche sparuta iniziativa è infatti molto difficile organizzare un evento con il Covid, soprattutto per i numeri che servirebbero per “recuperare” il tempo perduto.
Il Covid inoltre non è un emergenza come un terremoto o un evento atmosferico avverso. Purtroppo non si sa quando questa “emergenza” finirà e quando si tornerà alla vita normale, cioè, nel nostro caso, quando si potrà rimanere seduti fianco a fianco ad aggiornarsi in un locale con delle sedie con la ribaltina.

La formazione continua quindi, in omaggio al Covid continua, questo sì, a diventare sempre più distante, sia per il momento in cui riprenderà, sia per quei corsi che, anche se disponibili online, sono lontani dalla disponibilità economica media dei giornalisti.
Questa situazione rappresenta per molti giornalisti non solo il rischio concreto di finire del famoso “illecito disciplinare” (da innocenti), ma di fermare bruscamente il proprio percorso formativo esattamente come, mutatis mutandis, è avvenuto per gli studenti che nei diversi “ordini e gradi” subiscono gli effetti “diseducativi” della pandemia.

Quando la zattera di salvataggio è una piattaforma

La pandemia ha posto quindi l’Assostampa sarda davanti ad una scelta: sedersi lungo la riva del fiume e aspettare di vedere il cadavere del Covid passare, oppure trovare una soluzione perché la formazione continua potesse fare ciò che in essa è immanente, cioè, appunto, continuare.
Già all’inizio del 2020 l’Assostampa stava incominciando a lavorare ad un prototipo di piattaforma di formazione a distanza (FAD) che potesse portare la formazione continua professionalizzante in tutta la Sardegna, a prescindere dai problemi socio-economico-geografici.
Il progetto era ambizioso e mai tentato prima dalle Assostampa delle altre regioni: creare una filiera tecnologico/formativo/editoriale per dare pari opportunità di formazione a tutti i giornalisti sardi a prescindere dal loro luogo di residenza e dal loro status economico.
L’emergenza Covid non ha fatto altro che accelelare la produzione di questo progetto sfociato nella piattaforma Giornalistionline.org.

Prima che la nave della formazione continua affondasse, con i suoi banchi e le sue sedie, nel mare della pandemia l’Assostampa sarda ha lanciato una zattera (autogonfiabile), che si è trasformata in pochi mesi in una solida piattaforma per la formazione a distanza.
Non si poteva infatti seguire, sia per ragioni normative, sia per questioni di privacy e di sicurezza informatica, la strada del “fai da te” che ha contraddistinto le fasi più concitate del lockdown, dove docenti e discenti si sono distinti, con molta buona volontà, in lezioni su Zoom e fotografie di quaderni a quadretti per scambiarsi i compiti.
Giornalistionline.org è una piattaforma il cui motore open source europeo viene usato nelle università e nelle amministrazioni pubbliche di tutto il mondo, e si distingue per la possibilità tecnica di interazione tra i partecipanti.
Inoltre supporta tutti gli standard internazionali
dell’e-learning
, il tracciamento degli studenti, un completo sistema di social network e di messaggistica interna, la generazione di certificati, esami e test temporizzati, ecc.

Giornalistionline.org: la formazione a distanza sociale

Il Covid sarà ricordata come la pandemia del “distanziamento sociale”.
Due parole che suonano come un ossimoro se accostate all’animale sociale per eccellenza. Fortunatamente anche questa pandemia ha dimostrato quanto l’istinto sociale sia insopprimibile nell’essere umano, tanto che è riuscito a dare un’accezione positiva anche al dis-stare (etimologicamente, stare separati, essere lontani), come appunto nella formazione a distanza.
E non è un caso che proprio il mondo della formazione, quello in cui si vive per tante ore più a contatto, sia riuscito per primo a superare il distanziamento sociale con la formazione a distanza.
Il lavoro che l’Assostampa sarda sta realizzando dall’inizio del 2020 sulla piattaforma Giornalistionline.org verte proprio su questo aspetto sociale della formazione a distanza.
La FAD per Assostampa ha infatti un senso solamente se trasmetterà i suoi dati e flussi digitali in una dimensione sociale che si traduca in vicinanza, solidarietà, assistenza, parità di diritti e di accesso alle informazioni, formazione continua e professionalizzante per tutti i colleghi che, soprattutto oggi, si trovano in difficoltà.
Con questa filosofia il giornalista che si formerà su Giornalistionline.org non sarà considerato, come si fa comunemente nelle imprese di natura commerciale, come un mero utente/consumatore, ma come un collega che partecipa ad una comunità di formazione che unisce virtualmente i colleghi di tutta la Sardegna, e non solo. Per i non tesserati, infatti, l’Assostampa sarda non vende i suoi corsi ma chiede per essi un contributo, pari a 20 euro a prescindere dall’argomento trattato e dai crediti che verranno erogati.

Ma l’aspetto sociale della piattaforma non si esaurisce nell’ interazione tra colleghi, ma punta a risolvere molti di quei problemi altrimenti difficilmente risolvibili in maniera tradizionale.
La formazione a distanza è infatti per definizione lo strumento essenziale per le organizzazioni che hanno una platea diffusa sul territorio, abbattendo per sua natura ogni barriera geografica.
Ma anche di tempo. La FAD è flessibile, la didattica è disponibile sempre e ovunque, su ogni device 24/7/365; i corsi, insieme ai materiali didattici (dispense, audio/video, slides, ecc) sono sempre fruibili.
In un momemento delicato come questo, davanti ad un incertezza epocale come quella del Covid, con il serio pericolo di una recessione alle porte, solamente iniziative che uniscono tecnologia e sociale come queste potranno garantire il diritto/dovere della formazione continua dei giornalisti.