Il Manifesto di Venezia

Il diritto di cronaca non può trasformarsi in sensazionalismo. Un corso sull'uso consapevole del linguaggio, per un'informazione attenta e rispettosa della verità sostanziale dei fatti. Titolo originale: "Il Manifesto di Venezia. Come raccontare il femminicidio"

- Di che cosa tratta il corso?

Contrastare la violenza sulle donne attraverso una corretta informazione è l’obiettivo del Manifesto per il rispetto e la parità di genere nell’Informazione, firmato a Venezia nel 2017. Conoscere il Manifesto di Venezia significa acquisire consapevolezza e scrivere nel rispetto della deontologia, con un linguaggio appropriato nel raccontare le storie di donne vittime di femminicidio o di abusi.
Con questo corso si acquisirà una conoscenza più precisa dei contenuti della Carta e degli aspetti che riguardano il contesto culturale, sociale e le implicazioni giuridiche della violenza. Ci si avvicinerà al lavoro dei centri di aiuto alle donne maltrattate, all’operato della politica e, infine, all’azione criminale – compiuta o subita – così come viene trattata all’interno delle aule dei tribunali.

- I moduli didattici

Il corso è composto da 6 moduli didattici (lezioni video).
Ogni modulo didattico è prerequisito del successivo.
Per ogni lezione è stato fissato un tempo minimo di visione, trascorso il quale si potrà accedere al video successivo.

GLI ARGOMENTI TRATTATI

Modulo 1
– Il Manifesto di Venezia
Modulo 2
– La narrazione del femminicidio
Modulo 3
– La politica sulla violenza di genere
Modulo 4
– Le parole sono importanti
Modulo 5
– Dagli stereotipi alla realtà
Modulo 6
– Il Super-Io mass mediatico

- Chat e risorse esterne

Il percorso di apprendimento è arricchito da alcuni Pdf presenti e scaricabili nella sezione “Documenti”. Inoltre, nella sezione “Collegamenti”, sono stati inseriti dei link esterni per approfondire alcuni degli argomenti trattati durante le video lezioni.
Infine, per scambiarsi opinioni e informazioni sul corso gli utenti potranno dialogare tra loro attraverso la “Chat” interna.

- Test

Il corso si conclude con il superamento di 6 test, contenenti ognuno 10 domande inerenti gli argomenti trattati nelle video lezioni.
Per superare il test (con numero di tentativi illimitati) sarà necessario rispondere correttamente all’80% delle 80 domande.

- Il corso è in via di accreditamento

Al termine del corso, verrà generato automaticamente l’attestato di frequenza dell’Associazione stampa sarda. La segreteria invierà invece alla piattaforma Sigef i nominativi dei giornalisti che hanno completato con successo il percorso di apprendimento, affinché i crediti siano attribuiti il prima possibile.

Il corso “Il Manifesto di Venezia. Come raccontare il femminicidio” è in via di accreditamento.

La formazione professionale continua dei giornalisti (FPC) è un obbligo di legge per tutti gli iscritti all’Albo (elenco Professionisti ed elenco Pubblicisti).
Per quanto riguarda l’inosservanza dell’obbligo formativo, il nuovo art. 11 del Regolamento per la formazione continua obbligatoria dei giornalisti non prevede “proroghe” al termine del triennio. Si prevede pertanto che a conclusione del triennio formativo il  Consiglio regionale dell’Ordine, sulla base di quanto evidenziato dalla piattaforma informatica che gestisce la FPC, verifica il numero e la tipologia dei crediti maturati. Qualora, a seguito dell’istruttoria compiuta, il Consiglio regionale dell’Ordine accerti l’inadempimento, ne dà segnalazione al Consiglio di disciplina territoriale.

Docenti

Silvia Garambois, presidente Giulia giornaliste

Sen. Valeria Valente, presidente Commissione sul femminicidio

Dr.ssa Luisanna Porcu, segretario Rete D.i.Re – Onda Rosa

Dr.ssa Elisa Ercoli, presidente Differenza Donna

Prof. Valerio Mastronardi, criminologo. La Sapienza, Roma

Partecipano anche:

Celestino Tabasso, presidente dell’Associazione stampa sarda

Erika Pirina, vice presidente Odg Sardegna

Antonella A. G. Loi, direttivo Assostampa sarda